Il laser ad Alessandrite produce luce con una specifica lunghezza d’onda nello spettro infrarosso (755 nm). È per questo considerato un laser a luce rossa.

Il suo bersaglio elettivo è la melanina, presente in abbondanza all’interno del bulbo del pelo in fase di crescita. Questo lo rende particolarmente adatto per l’epilazione e il trattamento di lesioni pigmentate.

Gli effetti collaterali riportati sono scarsi e si tratta essenzialmente di ipopigmentazioni (in genere transitorie) in soggetti con pelle di fototipo superiore al III.

EPILAZIONE

Il laser ad alessandrite può essere adattato per colpire il follicolo pilifero, provocando la caduta dei peli e riducendo al minimo l’ulteriore crescita.

Il laser ad alessandrite può essere utilizzato per la depilazione in qualsiasi sede, comprese le ascelle, la zona bikini, il viso, il collo, la schiena, il petto e le gambe.

Generalmente inefficace per i peli di colore chiaro, è molto utile per il trattamento di peli scuri in pazienti con pelle chiara (fototipo da I a III, e forse IV con pelle di colore chiaro).

Si raccomanda estrema cautela nei pazienti abbronzati o dalla pelle più scura, poiché il laser ad alessandrite può anche distruggere la melanina, con conseguente formazione di macchie bianche sulla pelle.

RISULTATI

La depilazione laser richiede solitamente sessioni multiple (da 3 a 6 sessioni o più), ogni 3 – 8 settimane.

A seconda della zona, la pelle rimarrà completamente pulita e liscia per circa 6-8 settimane dopo il trattamento. Il momento ideale per ripetere il laser è quando i peli sottili ricominciano a crescere nell’area trattata.