Il crono ed il foto-aging sono il maggior responsabile delle rughe geniene ai lati della bocca, del cedimento tissutale a livello della mandibola e del rilassamento del volto e del collo. Il lifting facciale o più tecnicamente ritidectomia, elimina l’eccesso cutaneo, ridistribuisce il tessuto adiposo nei giusti compartimenti del volto e rimette in tensione i tessuti muscolari sottostanti. L’intervento, dunque, prevede il sollevamento non soltanto della pelle, ma anche dei tessuti più profondi, ragione per cui il risultato ottenuto non solo è più duraturo, ma anche naturale e giovanile. Si parla di minilifting quando la correzione dei tessuti viene applicata ad una zona particolare (temporale o zigomatico-geniena), mentre per zone estese a tutto il volto e collo si parla di lifting cervico-facciale. Talvolta è associato alla blefaroplastica, ad una dermoabrasione meccanica delle labbra e del mento come pure ad una integrazione dei volumi facciali tramite filler profondi o dispositivi protesici.

Prima dell’intervento
E’ buona norma, almeno una settimana prima dell’intervento, non assumere farmaci che possano interferire con la coagulazione del sangue, tipo l’aspirina e simili. Se si è fumatori è vivamente consigliabile la sospensione o comunque la forte riduzione di fumo 30 giorni prima per evitare fenomeni di alterata circolazione a carico dei margini cutanei interessati dalle incisioni chirurgiche.
Prima di sottoporsi all’intervento è bene che il o la paziente, se ha i capelli troppo corti, se li faccia crescere per meglio nascondere le cicatrici in fase iniziale.
Anestesia
Può essere locale + un minimo di sedazione oppure in narcosi (generale) e ciò dipende da cosa desidera il paziente e soprattutto dall’estensione del lifting da attuare.

Intervento
La durata dell’intervento chirurgico va dalle 2 alle 4 ore a seconda delle zone da “liftare”. Nel lifting completo, le incisioni chirurgiche sono localizzate nel cuoio capelluto a livello della tempia e proseguono al davanti del padiglione auricolare, nascoste nelle pieghe naturali, contornando il lobo auricolare risalendo dietro all’orecchio sino al suo apice superiore. In caso di lifting localizzato (minilifting), le incisioni possono essere limitate alla sola regione temporale o preauricolare.
I tessuti cutanei e sottocutanei vengono separati dal sottostante tessuto muscolare. Il grasso in eccesso viene asportato o talvolta ridistribuito nei vari compartimenti facciali, i muscoli vengono trazionati ed ancorati e la cute in eccesso che residua viene accuratamente rimossa. Solitamente si posizionano a fine intervento dei tubicini di drenaggio che vengono poi rimossi dopo 24-48 ore.
La medicazione prevede l’utilizzo di bende intorno al volto da mantenere almeno per 4-5 giorni, in maniera da contenere il processo edematoso che si instaura nelle prime 48 ore.

Dopo l’intervento
Il dolore postoperatorio è ben controllato dalla terapia farmacologica ed i punti vengono rimossi tra la 5a e la 14a giornata postoperatoria. L’edema dei tessuti dura per 2-3 settimane come pure gli ematomi e le ecchimosi che possono essere camoufflati da appositi correttori.
Nei primi giorni dopo l’intervento possono comparire delle ipoestesie cutanee (diminuzione della sensibilità) che si risolvono spontaneamente nel giro di qualche settimana. La ripresa della normale vita sociale compresa l’attività fisica avviene generalmente dopo 4 settimane dall’intervento.
Nel contesto della visita specialistica ogni punto andrà poi discusso con il paziente , fornendo informazioni più dettagliate possibili.

Complicanze
Come per tutti gli interventi chirurgici le complicanze sono ridotte al minimo se l’intervento viene eseguito da chirurghi plastici esperti e qualificati.
La comparsa di un ematoma è un’emergenza che deve essere subito sottoposta alla riapertura chirurgica dei lembi suturati, in quanto più precoce sarà la sua evacuazione e più veloce il recupero funzionale.
La necrosi degli apici dei lembi suturati è una complicanza più facile da vedere nei forti fumatori e, quando si verifica, il tempo di guarigione è più lungo rispetto alla norma.
La cicatrizzazione patologica è una rara evenienza seppure possibile così come la perdita dei capelli in prossimità delle cicatrici, dovuta ad una non accurata attenzione durante le incisioni cutanee che devono essere condotte nel rispetto dei bulbi piliferi.
Il risentimento del nervo facciale nella sua branca marginale che provvede all’innervazione del labbro e nella sua branca frontale con innervazione del sopracciglio è un‘evenienza rara e destinato ad un recupero pressoché completo.